Gianfranco Andorno
   
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  Pittura- Recensione Canepa

 

La semantica dell'oggetto. (Marco Canepa)

Sogno, realtà, allucinazione, messinscena, gioco, sesso, morte, malattia, poesia, citazione.
Equazioni e metafore si alternano, si sovrappongono, si intrecciano in un andirivieni di doppi sensi che un pò "immagine" un pò "scrittura" indagano nell'inconscio alla ricerca, forse, di risposte e conferme. Molteplici messaggi frammentati e ricomposti in un puzzle di rimandi e allusioni. Parole e concetti modificati, reinventati e anagrammati alla stregua di sciarade metalinguistiche: La semantica dell'oggetto.
Dal ready made alla poesia visiva al trash. E' questo il percorso che Andorno effettua per esaltare le sue emozioni.
Un onanismo cerebrale che gravita nei meandri del possibile e del potrebbe essere possibile.
Aspetto ludico e drammatico si associano in proiezioni che stanno a metà strada tra l'immaginazione e il verosimile. Gli incubi notturni così come il panico quotidiano affiorano in modo inarrestabile. Non solo allucinazioni e visioni oniriche ma vissuto e materiale tangibile come memory box.
C'è in Andorno una libertà espressiva che gli permette di trasformare il senso delle cose, i valori, e i concetti nell'esatto contrario. Tutto questo senza alterare o svilire gli equilibri estetici e senza inquinare il succo contenutistico.
Il significato e il significante si rafforzano annullandosi, con un gioco di complementarietà edi contrappunti che mistifica obiettivi di natura inquisitoria e d'introduzione a riflessioni filosofiche. L'uomo con le sue sensazioni, debolezze, desideri è il bersaglio preferito dal nostro che con magistrale capacità trasformistica riesce a sdrammatizzare le questioni più tristi e impegnative. Già nei titoli stessi che possono considerarsi delle vere e proprie didascalie avviene lo sdoppiamento metaforico. Futa o Virgo?; Impeto Patriot; Fecce Homo; Nativitrade. Da una parte l'allusione celata dall'altra l'icasticità del quesito.
Da qui nasce lo spunto iconografico con tutte le sue implicazioni: caustiche, umoristiche, letterarie etc, etc. Ma è l'ironia il filo conduttore. La consapevolezza è l'energia vitale lo stimolo di un processo autorecensorio e liberatorio che permette di scherzare con la morte e banalizzare l'argomento più serio. Andorno appartiene ad una nuova generazione di operatori visivi, figlia della comunicazione di massa e ài un innovativo concetto dell'arte: meno accademia, più istinto; meno realismo, più inconscio; meno sedimentazione, più automatismo.
E' in fondo un concentrato di propositi che, da inizio secolo ad oggi, molti grandi artisti hanno perorato e che trova applicazione nella cosidetta Art Brut di Dubuffet.
Un'Arte libera e liberatoria che verte più sulla creatività, sull'immaginazione, sull'idea piuttosto che sui rapporti cromatici, sul disegno o sui canoni estetici.
I traumi, le perversioni, le allucinazioni, i fatti ,di cronaca sono oggetto di studio e materiale su cui lavorare per paradigmare veri e propri racconti. Non ci sono inibizioni e tabù a frenare l'estro narrativo.
I materiali utilizzati non sono quelli canonici, qualsiasi cosa può essere impreziosita e diventare supporto o pigmento: un sacco di patate o del pluriball, trasformati in elemento cromatico e decorativo come nel caso di "S.T. Pizzo Italy $ Petrol" o di "Fecce Orno" due opere emblematiche della produzione di Andorno. Ma una delle più esemplificative è sicuramente "3 PD Pelosi ". Un Pasolini tour con un itinerario ricco e fluorescente: dal cinema alle tentazioni più lubriche e aberranti, tutto è possibile a chi ha ragione sugli altri.

Marco Canepa Genova 12/12/97
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