Prefazione del Prof. Armando Fossati:
Il Pesto e... il Basilisco è un racconto che si legge volentieri, anche se, per il lettore, non è sempre facile districarsi nella frequente commistione tra i due piani della narrazione: quello del reale e quello del fantastico.
C'è infatti la frequente trasposizione tra passato e presente, con l'inevitabile conseguenza di situazioni paradossali e divertenti; l'irruzione di figure, immagini e situazioni del passato nella quotidianità del presente.
Nell'apparente leggerezza della vicenda il protagonista appare come il ritratto dell'uomo medio di oggi, che supera le difficoltà della vita con un atteggiamento sempre condiscendente e possibilista, aperto al compromesso, a tutte le esperienze, accettando saggiamente il mondo che lo circonda.
Il protagonista sembra irrimediabilmente votato ad una vita grigia ed un po' meschina, ma si salva perché nell'autore scatta immancabilmente (ed al momento giusto) il rimedio dell'ironia e della comicità.
In passato l'eroe era colui che si dimostrava capace di compiere imprese grandiose; il protagonista invece è l' "eroe" del vivere quotidiano, che ha ormai ben chiari i limiti impostigli dal destino e che, pur essendo quotidianamente assediato dalla meschinità, dal grigiore dell'esistenza e dalle sconfitte, non si lascia mai domare o sopraffare da queste. Si muove come può in questa broda insipida e disgustosa che è la vita, consapevole delle sue possibilità (che sono scarse) e soprattutto dei suoi limiti (che sono invalicabili).
Lo stile di Andorno, come al solito, è apparentemente sbrigativo e sommario, tanto da sembrare, ad una prima lettura, poco curato e disadorno. Sicuramente però è uno stile molto efficace, i cui principali ingredienti sono:
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Periodi brevi, a volte di una sola parola, e perfino privi di proposizione principale; espressioni concise e sintetiche, ridotte all'essenziale;
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Stile scarno, povero di aggettivi e avverbi, ma tutto intessuto di cose concrete, e spesso spigliato e vivace.
Le immagini e le situazioni perciò appaiono in tutta la loro immediatezza, senza ornamenti o inutili e ricercate eleganze. La narrazione corre via veloce, in un susseguirsi nervoso di vicende sempre nuove.
In conclusione, si tratta sì di un romanzo di piacevole lettura, ma non di puro e semplice svago; infatti ha il pregio di invitare a pensare.
Prof Armando Fossati
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