L'OPERA:
Lucrezia è una donna che affronta la vita con furbizia e senza ideologia. Per mano tiene Max, il figlio dai molti problemi psichici, che immagina e vive le sue devianze con Lawrence d'Arabia. Ecco i mostri dell'infanzia: il collegio, il dopoguerra. Sono di Max o dell'autore? Andorno si mette dinanzi ad uno specchio con gli attori del romanzo e insinua il dubbio: di chi sono le immagini riflesse? Il libro è feroce, grottesco: un flusso impetuoso di memoria genovese. Ogni tanto salta un tombino e schizzano eventi animati dalla gente dei caruggi e da fantasmi. L'autore è lì, paziente, pronto a raccogliere questi avanzi. Ed offre nobiltà ai mugugni, alle fobie, agli incubi che altrimenti non avrebbero palestra. Razzolando nella spazzatura e nell'osceno si può fare poesia? Questo l'impegno.
Prof. Armando Fossati.
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